Margherita Turewicz Lafranchi. Pramateria

dal 1 marzo al 13 settembre 2026
MOSTRE

La Fondazione d’Arte Erich Lindenberg presenta dal 1 marzo 2026 una mostra personale dedicata a Margherita Turewicz Lafranchi, artista la cui ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione, in un costante dialogo tra pensiero e forma.


Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Varsavia e successivamente attiva in Svizzera, l’artista sviluppa un approccio interdisciplinare che concepisce l’arte come strumento capace di rendere visibili forze e relazioni normalmente invisibili. La mostra, intitolata Pramateria — termine mantenuto in polacco per preservarne le molteplici sfumature — esplora l’idea di una materia originaria intesa come campo di possibilità, da cui le forme emergono e si trasformano.


Il percorso espositivo mette in dialogo “disegni di pensiero”, appunti visivi in cui le idee prendono forma, con sculture e installazioni che ne rappresentano l’evoluzione tridimensionale. Un nucleo centrale è dedicato al ciclo Buchi neri (2013–2023): opere in vetro frantumato che, a seconda del punto di vista dello spettatore, si trasformano da superfici scure e compatte in sorprendenti sorgenti di luce. Ciò che appare come assenza si rivela così soglia e possibilità.


La mostra celebra una ricerca nata dall’incontro tra tradizione mitteleuropea, formazione polacca ed esperienza ticinese, offrendo al pubblico un’esperienza percettiva sospesa tra visibile e invisibile, materia e intuizione.

Margherita Turewicz Lafranchi. Pramateria

dal 1 marzo al 13 settembre 2026
MOSTRE

La Fondazione d’Arte Erich Lindenberg presenta dal 1 marzo 2026 una mostra personale dedicata a Margherita Turewicz Lafranchi, artista la cui ricerca indaga il rapporto tra materia, spazio e percezione, in un costante dialogo tra pensiero e forma.


Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Varsavia e successivamente attiva in Svizzera, l’artista sviluppa un approccio interdisciplinare che concepisce l’arte come strumento capace di rendere visibili forze e relazioni normalmente invisibili. La mostra, intitolata Pramateria — termine mantenuto in polacco per preservarne le molteplici sfumature — esplora l’idea di una materia originaria intesa come campo di possibilità, da cui le forme emergono e si trasformano.


Il percorso espositivo mette in dialogo “disegni di pensiero”, appunti visivi in cui le idee prendono forma, con sculture e installazioni che ne rappresentano l’evoluzione tridimensionale. Un nucleo centrale è dedicato al ciclo Buchi neri (2013–2023): opere in vetro frantumato che, a seconda del punto di vista dello spettatore, si trasformano da superfici scure e compatte in sorprendenti sorgenti di luce. Ciò che appare come assenza si rivela così soglia e possibilità.


La mostra celebra una ricerca nata dall’incontro tra tradizione mitteleuropea, formazione polacca ed esperienza ticinese, offrendo al pubblico un’esperienza percettiva sospesa tra visibile e invisibile, materia e intuizione.